I mondi che abitiamo e che ci abitano.

Riflessioni ispirate a John G. Bennett*

Ci sono parole che non si limitano a spiegare: aprono.

Aprono a comprensioni inaccessibili a noi stessi da anni, che forse aspettavano solo il giusto stimolo per potersi finalmente manifestare.

Così accade leggendo “L’uomo superiore” di John G. Bennett. L’autore ci ricorda che l’essere umano vive spesso prigioniero di un equivoco: pensare che questa vita, questa singola, densa esperienza fatta di corpo, identità, pensieri, sia tutto ciò che c’è.

Eppure, nel profondo, ognuno di noi sente che esiste dell’altro. Una vibrazione più sottile, un richiamo silenzioso a un modo diverso di vivere.

Non un “altrove” da cercare dopo la morte, ma un diverso livello di esistenza già presente qui, ora, proprio dentro l’esperienza che stiamo facendo.

Bennett, riportando gli insegnamenti del Maestro Georges Ivanovič Gurdjieff, parla di tre mondi, tre vite, tre densità dell’essere.

Non mondi da conquistare attraverso la fuga dal corpo, ma piani che convivono in noi, disponibili nel momento in cui iniziamo a creare i presupposti (grazie alle pratiche) per vivere e sperimentare energie diverse.

Le energie che ci elevano le chiama anaboliche.

Quelle che ci trascinano verso il basso, cataboliche.

È una danza continua, una ricerca di equilibrio costante. Ed è proprio attraverso questa danza che viviamo in uno, piuttosto che nell’altro mondo.

I mondi dell’esistenza umana.

Questi livelli sono identificati da numeri che rappresentano la loro densità:

Mondo 6 – Conoscenza oggettiva

Mondo 12 – Ricordo di sé, individualità reale

Mondo 24 – Essenza, l’uomo vero

Mondo 48 – Personalità

Mondo 96 – Falsa personalità

L’essere umano “naturale”, quello che non intraprende alcun cammino di consapevolezza, dovrebbe vivere nel mondo 24, spazio dell’essenza, della sincerità con sé stessi, della presenza semplice e piena.

Da lì dovrebbe aprirsi al mondo 12, il piano del ricordo di sé, come un invito a una coscienza più ampia.

Ma la realtà purtroppo è un’altra…

La maggior parte di noi vive immersa nel mondo 48, il mondo della personalità, un luogo affollato di identificazioni, automatismi, ruoli, reazioni meccaniche. È lo stesso mondo in cui vivono gli animali, con la differenza che noi abbiamo la possibilità, non sempre colta, di riconoscerlo e agire di conseguenza per porvi rimedio.

E non solo: il nostro mondo inferiore diventa il mondo 96, la falsa personalità, il territorio dove ci perdiamo nelle immagini che proiettiamo di noi, nelle storie che raccontiamo per sembrare qualcuno.

Un bel casino, vero?

Si, ma anche un punto di partenza meraviglioso!

Possiamo sempre aprire lo sguardo ai mondi superiori. Quando viviamo nel mondo 24, anche solo per un attimo, qualcosa cambia.

La percezione si fa più nitida, la presenza più radicata. È in quei momenti che il mondo 12 diventa percepibile: una qualità di attenzione che ricorda, una connessione con influenze sottili, una sensibilità nuova verso ciò che normalmente rimane invisibile.

È un varco energetico, sottilmente percepibile per chi coltiva il proprio “sentire”, un cambio di frequenza e una grande possibilità che si apre mentre respiriamo veramente la Vita.

Gurdjieff stesso, uomo di un livello estremamente avanzato, mostrava a volte cambiamenti così profondi da apparire come un altro essere. I suoi studenti raccontano episodi in cui il suo volto sembrava trasformarsi, come se una qualità più alta dell’essere trapelasse attraverso la materia. Non miracoli, ma manifestazioni di un mondo superiore che affiorava nel mondo ordinario.

E noi, qui, oggi?

Forse non abbiamo bisogno di prodigi.

Abbiamo bisogno di contatto.

Di riscoprire la via che dall’identificazione ci riporta all’Essenza, e da lì alla percezione più ampia del nostro Essere.

Perché i mondi non sono “altrove”.

Sono già qui.

E ogni istante è una soglia.

Un abbraccio dal mio Spazio Interiore.

Andrea

* Chi era John G. Bennett

John Godolphin Bennett (1897–1974) è stato un ricercatore spirituale, matematico, filosofo e instancabile esploratore delle tradizioni sapienziali del mondo. Allievo di Gurdjieff e studioso del suo insegnamento, Bennett dedicò la vita a integrare scienza, psicologia e dimensioni interiori dell’essere umano.

Viaggiò a lungo in Oriente e in Medio Oriente alla ricerca di scuole antiche, incontrando sufi, yogi, maestri cristiani orientali e insegnanti di varie correnti esoteriche. Divenne noto per la sua capacità di creare ponti tra mondi molto distanti: la disciplina scientifica occidentale e la profondità delle tradizioni spirituali.

Fondò diversi centri di ricerca e di lavoro interiore, tra cui l’International Academy for Continuous Education, e sviluppò una visione evolutiva dell’essere umano basata su livelli di coscienza, energie e mondi dell’esistenza, che rese accessibili attraverso un linguaggio moderno e concreto.

Il suo insegnamento rimane una delle sintesi più lucide e pratiche dell’eredità di Gurdjieff, arricchita dalla sua instancabile ricerca personale e da un approccio profondamente esperienziale alla trasformazione interiore.

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4 Comments

  1. Graziella Bianco Chinto 10/12/2025 at 2:53 pm

    Grazie 🙏

    Reply
    1. Andrea Pons 10/12/2025 at 3:18 pm

      A te cara Graziella 😊🙏🏻🪷

      Reply
      1. Carla 23/12/2025 at 5:24 pm

        Grazie e auguri 🤗

        Reply
        1. Andrea Pons 12/06/2026 at 10:28 am

          Grazie a te e auguri mooolto in ritardo! ahahahah
          Un abbraccio grande
          Andrea

          Reply

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