Mettere insieme ciò che sei, corpo, mente ed emozioni.

È interessante vivere la spiritualità nella quotidianità come avevo scritto QUI

E oggi mi viene da aggiungere che c’è anche un punto da cui tutto parte, ma che spesso viene sottovalutato: l’essere umano non è un blocco unico. È un sistema. E questo sistema si muove attraverso tre centri principali: istintivo-motorio, emozionale e intellettivo.

Parlarne non è teoria. È pratica. È ciò che vedi ogni giorno, se sai dove guardare.

🔴 Il centro istintivo-motorio è il corpo. È ciò che ti tiene in vita senza chiederti il permesso: respirazione, tensioni, postura, riflessi, abitudini. È anche il modo in cui ti muovi nel mondo, come entri in una stanza, come ti siedi, come reagisci agli stimoli. Quando questo centro è disorganizzato, il corpo è rigido o disperso, scollegato. E tutto il resto ne risente.

🟢 Il centro emozionale è il sentire. Non quello raccontato, ma quello reale. Le emozioni che attraversano il corpo, che salgono, che si bloccano, che vengono trattenute o esplodono senza direzione. È il centro più fragile e più potente allo stesso tempo. Se è chiuso, la persona si racconta molto ma sente poco. Se è disordinato, vive in balia di ciò che prova.

🟣 Il centro intellettivo è la mente. Pensiero, analisi, narrazione. È ciò che dà senso alle esperienze, ma anche ciò che può distorcere tutto. Quando prende il sopravvento, costruisce storie che sembrano vere ma che non hanno radice nel corpo né nel sentire.

Il punto non è sviluppare uno di questi centri. Il punto è metterli in relazione.

Una persona centrata non è quella che “pensa bene” o “sente tanto”. È quella in cui questi tre centri iniziano a comunicare tra loro. Il corpo sostiene, l’emozione attraversa, la mente osserva senza invadere.

Questo non accade per caso.

Serve un lavoro preciso, progressivo, concreto. Un lavoro che rispetti i tempi del sistema e non forzi aperture che il corpo non è pronto a sostenere. Perché qui c’è un passaggio che molti saltano, e che invece è fondamentale.

Il lavoro psicoenergetico-corporeo non è neutro.

Non è una passeggiata rilassante. Non è “semplicemente stare meglio”. Se fatto in modo superficiale, disordinato o spinto oltre misura, può creare squilibri. E questi squilibri non restano teorici: si manifestano.

✔️ Persone che si aprono emotivamente senza avere un radicamento corporeo sufficiente iniziano a sentirsi sopraffatte.

✔️ Persone che lavorano solo a livello mentale credono di evolvere, ma in realtà si allontanano sempre di più da sé.

✔️ Persone che stimolano in modo improprio certe dinamiche energetiche possono andare incontro a stati di confusione, ansia amplificata, perdita di orientamento.

Non è raro.

E no, non è “crescita spirituale”. È mancanza di struttura.

Per questo il lavoro va fatto in un certo modo. Partendo da terra. Dal corpo. Creando stabilità nel centro istintivo-motorio, dando spazio reale e graduale al centro emozionale, e solo dopo portando chiarezza nel centro intellettivo.

È un processo. Non un’esperienza spot.

Quando i tre centri iniziano a funzionare insieme, succede qualcosa di molto semplice ma raro: la persona diventa affidabile per sé stessa. Non perché controlla tutto, ma perché sente, riconosce e risponde in modo coerente.

E da lì sì che si apre un potenziale.

Un potenziale che poggia su basi solide. Non su suggestioni. Non su illusioni.

Su qualcosa che regge.

Un abbraccio dal mio Spazio Interiore.  Andrea

 

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