Effetti collaterali del benessere.

Questa mattina una cliente mi ha scritto dopo una visita di controllo.

Era felice.

E, a dire il vero, anche un po’ sorpresa.

I suoi valori del colesterolo, che alcuni mesi fa erano intorno a 380, sono scesi a 215.

La cosa che rende interessante questa storia è che non avevamo lavorato sul colesterolo.

Non era il motivo per cui aveva iniziato il percorso.

Non sono state fatte modifiche alimentari particolari. Non c’è stato un programma costruito per raggiungere quell’obiettivo. Non abbiamo parlato di numeri, valori o strategie per abbassarli.

Abbiamo fatto altro.

Abbiamo lavorato sul corpo.

Sul rallentare.

Sul creare spazi nella quotidianità.

Sul riconoscere quanto tempo ed energia vengono consumati da preoccupazioni, tensioni e pensieri che continuano a girare in cerchio.

Abbiamo lavorato sul dare meno attenzione a ciò che non conta davvero e più presenza a ciò che conta.

Abbiamo praticato.

Giorno dopo giorno.

Piccoli passi.

Niente di straordinario.

 

Eppure, a volte, accadono cose interessanti.

 

Vorrei essere molto chiaro.

Non sto dicendo che questo tipo di lavoro abbassi il colesterolo.

Non sto raccontando una formula magica.

Non sto trasformando una singola esperienza in una regola valida per tutti.

 

Sto semplicemente osservando un fatto.

 

Una persona ha iniziato a vivere in modo diverso.

Ha iniziato a sentire di più e a correre di meno.

Ha iniziato a uscire, almeno in parte, da uno stato di tensione costante.

E il suo organismo ha mostrato un cambiamento importante.

 

Forse una delle cose che dimentichiamo più facilmente è che il corpo non vive separato dal resto della nostra esperienza.

 

Le preoccupazioni non rimangono nella testa.

Le tensioni non rimangono nelle emozioni.

Lo stress non rimane confinato nei pensieri.

Tutto ciò che viviamo attraversa il corpo.

 

E il corpo, silenziosamente, registra.

 

Per questo motivo trovo sempre affascinante quando una persona inizia un percorso per una ragione e si accorge che i benefici arrivano anche in luoghi dove non stava nemmeno guardando.

È come se l’organismo, una volta trovata un po’ più di pace, iniziasse a utilizzare quell’energia per rimettere ordine anche altrove, una sorta di riorganizzazione globale.

Forse sono proprio questi i veri effetti collaterali del benessere.

Non quelli che cerchiamo.

Quelli che arrivano mentre stiamo facendo altro.

Quelli che non possiamo programmare.

Quelli che ci ricordano che, a volte, il cambiamento più importante non nasce dal tentativo di aggiustare un singolo problema, ma dal creare le condizioni affinché l’intero sistema possa ritrovare un po’ più di equilibrio.

E chissà quali altre sorprese possono emergere quando iniziamo davvero a concederci il tempo di tornare a casa, nel corpo.

Forse è una delle cose che mi incuriosisce di più guardando ai prossimi mesi e al nuovo Spazio Interiore che sta prendendo forma.

Perché, dopo tanti anni di lavoro, continuo a stupirmi di quanto il corpo sappia fare quando smettiamo di chiedergli di vivere continuamente in emergenza.

Un abbraccio dal mio Spazio Interiore.

Andrea

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2 Comments

  1. Graziella Bianco Chinto 13/07/2026 at 10:42 am

    Grazie di cuore ♥️🙏

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    1. Andrea Pons 13/07/2026 at 11:57 am

      A te 😊🪷

      Reply

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